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<< Lui dice: Ti amo. Lei dice: Per forza! Facile amare me, sono adorabile. Prova ad amare te, quello sì che è da coraggiosi. E io la adoravo infatti. Io sono l’adulto innamorato. O almeno lo ero. No, cosa dico, lo sono ancora, anche se forse non vorrei. Con lei era tutto magnifico. Quando la incontrai avevo poco più di vent’anni. La prima volta indossava un bellissimo cappotto, dello stesso colore dell’autunno che vestiva la città. E lei assomigliava alla nostra città infatti, aveva la medesima aria  delicata e spudorata, sfacciatamente bella ma impenetrabile nella sua essenza. Per conoscerla davvero devi abitarci per anni, impararne i meccanismi, controllarne le più violente e imprevedibili reazioni, imparare dai tuoi errori e dai suoi principi. E così feci. Mi innamorai di lei, divenni ciò che le mancava, quello che l’avrebbe resa finalmente parte del mondo. Unica e quindi preziosa, ma nel mondo di tutti. >>

Così comincia  "L'adulto", il primo vero spettacolo teatrale dei Sui Generis. O meglio, il primo spettacolo sulle canzoni dei Sui Generis. Perché poi delle canzoni avrebbero bisogno di uno spettacolo? Perché ci sono canzoni esigenti, molto esigenti. E spesso quella manciata di minuti in cui possono vivere non dà loro il tempo  di spiegarsi. E allora serve qualcuno che lo faccia per loro, non uno qualunque, non uno sprovveduto. Diciamo un adulto. 

“L’adulto”, scritto e diretto da Luciano De Blasi, si pone l’obiettivo di riportare in auge il genere del teatro-canzone, quello della tradizione francese, sdoganato in Italia soprattutto grazie al grande Giorgio Gaber. L’adulto si sviluppa in otto monologhi che vanno ad insinuarsi tra le canzoni dei Sui Generis, ricalcandone i temi fondamentali, ovvero l’amore, la morte, il dubbio. Il testo ruota tutto intorno ad una percepibile ansia del divenire che viene però sdrammatizzata dal ridicolo del quotidiano. L’adulto è quello che tutti noi possiamo essere, tutto quello che abbiamo intorno, tutto quello che non vogliamo ammettere di essere diventati. Un corteo di perdenti che forse non esistono, forse esisteranno, forse sono semplicemente gli esseri umani.

[I video presenti in questa pagina provengono dalla registrazione effettuata durante lo spettacolo del 18/04/09 al Teatro Don Bosco di Rivoli (TO)]